Il gusto della ricerca

Nel piacentino, le aree elettive di produzione vinicola sono le valli Tidone, Trebbia, Nure e Arda. Secondo il concetto di zonazione, per organizzazione e morfologia, queste aree sono da considerarsi veri e propri terroirs, all'interno dei quali si possono distinguere dei cru. A un'altezza che va dai 110 ai 200 mt, le viti della val Tidone, affondano le proprie radici in un terreno di marne argillose calcaree, estremamente ricco in potassio. Da questo territorio deriva circa il 70% della produzione totale delle uve da vino della provincia.

In queste terre, le prime tracce di viticoltura risalgono addirittura al primo millennio a.C: le popolazioni celtiche, paleoliguri, etrusche, romane, che vivevano in queste aree, producevano gią vino. Si hanno notizie che personaggi come Plinio, Michelangelo, i Visconti, gli Sforza, Papa III Farnese, Napoleone, per citarne solo alcuni, erano affezionati degustatori di vini prodotti nei colli piacentini.

Una terra che conserva anche suggestive memorie geologiche: nel Pliocene superiore, 14 milioni di anni fa, la Pianura Padana era il fondale del mare Adriatico. Le colline e i paesi che costellano l'Appennino piacentino erano ancora lontani a venire. L'unica presenza era il frangersi delle onde e il sibilo del vento. Nel mare si muovevano una miriade di esseri micro e macroscopici che morendo andavano a depositarsi gli uni sugli altri sul fondale, per costituire, in tempi lunghissimi, strati di sedimenti. Questi detriti di origine marina, oggi fossili, sono formati da strati di arenaria, marna, argilla e calcare alternati tra loro, e costituiscono parte importante dell'humus che nutre i vitigni dei colli piacentini.


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