“Si comanda e si impone”: puntuali come l’estate arrivavano le gride delle biade.
Gridate, appunto, nei giorni di mercato e poi affisse sui portali delle chiese, nelle osterie e nelle botteghe, sancivano cosa era lecito e cosa no nella gestione dei grani prodotti nel territorio del ducato: il transito, la quantità e la qualità della produzione, l’esportazione, il prezzo,
il controllo dei produttori, dei fruitori, lo stoccaggio.
Spesso erano norme restrittive, repressive e imponevano pesanti oneri fiscali.
I trasgressori erano puniti con pene pecuniari, in alcuni casi anche corporali.